Pietra da Cantoni del Monferrato Casalese

Una delle pietre da costruzione mioceniche più pregiate

Cos'è la Pietra da Cantoni

Come la “Pietra Leccese” è una delle pietre da costruzione mioceniche più pregiate, reperibili sul territorio italiano. E’ formata da strati marini calcarei e marnosi, che sono stati datati al Burdigaliano-Langhiano (da 20 a 14 milioni di anni fa) sulla base dei microfossili in essi contenuti.

Una storia millenaria

La sua storia geologica, come quelle di numerosi depositi miocenici simili, è legata alla formazione della catena appenninica. In questo periodo geologico, il paesaggio monferrino era molto diverso da quello collinare attuale. La Pianura Padana era occupata da mari più o meno profondi e da isole che si formavano e venivano successivamente sommerse dal mare, a seconda dei movimenti dell’Appennino.

Circa 20 milioni di anni fa, una di queste isole occupava gran parte del Monferrato Casalese. Il suolo dell’isola era formato dai sedimenti marini eocenici, oligocenici e miocenici emersi, appartenenti alle “Marne da cemento” (Formazione di Casale Monferrato) o alle più recenti Formazioni di Cardona e di Antognola, che si erano formati a partire da circa 56 milioni di anni fa.

A partire da 14 milioni di anni (Miocene – Serravalliano) il clima diventò più freddo, il mare si approfondì ulteriormente su tutto il casalese, fino a raggiungere anche profondità di oltre 200 m; sui fondali si depositarono le Marne di Mincengo. Queste rocce, più argillose delle precedenti, per le loro proprietà refrattarie furono cavate in lastre nelle cave di Uviglie; per questo motivo erano conosciute anche come “pietre da forno”. Il mare ricoprì il territorio ancora per molti milioni di anni, finché a partire dal Messiniano (7-5 milioni di anni) questi sedimenti marini si ripiegarono, iniziarono ad emergere dal mare, formando le colline monferrine. Circa 3.5 milioni di anni fa (Pliocene inferiore) il mare si ritirò definitivamente dal Piemonte.

Dopo questi eventi geologici, la Pietra da Cantoni e i depositi marini più recenti, furono in gran parte erosi ad opera dei corsi d’acqua, degli agenti atmosferici o dei cambiamenti climatici quaternari (glaciazioni), facendo riaffiorare i depositi marini più antichi sottostanti. Questi ultimi, di età comprese tra 56 e 20 milioni di anni fa, sono riferibili alle marne eoceniche della Formazione Casale Monferrato fino alle più recenti marne oligo-mioceniche della Formazione di Antognola.

Composizione

La storia della Pietra da Cantoni inizia circa 20 milioni di anni fa (Miocene inferiore, Burdigaliano) quando il mare ricoprì parte di questa grande isola monferrina. Il clima e il paesaggio dovevano assomigliare a quello degli ambienti di “scogliera” delle fasce sub-tropicali e tropicali attuali. In questo mare si depositò la Pietra da Cantoni “più antica” (20-14 milioni di anni fa). 

Le zone costiere dell’isola furono colonizzate da numerosi animali e piante, tra i quali alghe rosse calcaree (rodoliti), molluschi, brachiopodi, coralli, balani, echinidi (ricci di mare, come lo Schizaster ozzanensis), briozoi e foraminiferi bentonici. Nelle arenarie (un tempo sabbie) calcaree e fossilifere di questa Pietra da Cantoni più antica, è stato scavato l’infernot dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni.

Tra 17 e 14 milioni di anni fa, il mare della Pietra da Cantoni si approfondì e i suoi sedimenti diventarono più argilloso-marnosi.

Questi strati, dai quali furono estratti cantoni pregiati per l’edilizia o furono scavati per ricavarne numerosi infernot, testimoniano che il mare della Pietra da Cantoni più recente era ricco di plancton calcareo (foraminiferi) e di pesci, tra i quali squali di varie specie e taglie; di questi ultimi sono stati ritrovati denti anche di grandi dimensioni (es. Carcharodon Megalodon), vertebre e frammenti di fosfati. Tra i minerali caratteristici di queste rocce è da segnalare la glauconia, un’argilla di colore verde, che ancora oggi si forma su fondali marini a profondità comprese tra 50 e 500 m.

Nei “cantoni” si ritrovano anche numerose foglie fossili, trasportate in mare dal vento o dai corsi d’acqua. Questi fossili vegetali indicano che sulle terre emerse mioceniche crescevano piante di vario tipo, tra le quali sequoie, pini, larici, abeti, cipressi, faggi, betulle, castani, querce, platani, eucalipti, gardenie. Queste piante sono riferibili a due tipi di climi diversi, uno caldo, tipico della Pietra da Cantoni, ed uno più freddo, legato alla vicinanza delle Alpi (F. Sacco, 1935; E. Sismonda e Peola).

Il Monferrato degli infernot

L’infernot è una piccola camera sotterranea, scavata nella Pietra da Cantoni senza luce ed aerazione, generalmente raggiungibile attraverso una cantina, e utilizzata per custodire il vino imbottigliato